Psicologia e spiritualità

A proposito di Lucy

Rubrica di Lluis Serra Llansana

Gent.mo Dott. Serra,
secondo le neuroscienze, utilizziamo meno del 10% delle nostre capacità mentali. Si parla però anche di maestri, o comunque di persone spiritualmente evolute, che acquisiscono capacità di percezione e abilità che vanno ben oltre quelle comuni. Le invio questa domanda sollecitato dalla visione del film Lucy di Luc Besson, nel quale la protagonista sviluppa aree della mente inaccessibili solitamente all’essere umano. Qual è la connessione fra lo sviluppo spirituale e l’acquisizione di capacità mentali prima inesplorate?

Senza voler ridurre o anticipare il racconto di Lucy, il film di Luc Besson suggerisce un interrogativo che ha un peso notevole. Che succederebbe se una persona aumentasse l’uso delle sue capacità cerebrali al 40, 60, o perfino al 100%? Chi non desidererebbe vivere nel pieno uso delle sue capacità mentali? Quali sono le capacità che si acquisiscono con l’aumento dell’attività cerebrale?
È indubbiamente un tema interessante. Ma ce n’è un altro non meno stimolante: come riuscirci? Cosa dovrei fare per giungere al culmine? Quale itinerario dovrei percorrere per conseguire il pieno sviluppo personale? E una domanda non meno difficile è: come capisco di essere arrivato a tale culmine di sviluppo?
L’ardore della conoscenza è inesauribile, ma la lotta per conseguirla non è esente da rischi e da trappole. La prima domanda è essenziale: perché desidero sapere? I motivi della ricerca sono determinanti. Tra il desiderio di lustro personale, potere, curiosità, sicurezza, piacere… c’è il rischio latente del narcisismo e la conoscenza, da obiettivo, si trasforma in un piedistallo sopra il quale si innalza l’ego. In campo sociale, è significativo l’uso che solitamente gli Stati fanno dei cosiddetti centri nazionali di intelligenza (CIA, KGB, AISI, CNI, …). Dispongono di fondi opachi e non sappiamo quale uso facciano delle conoscenze acquisite. Spesso, alimentano le cloache dello Stato e si convertono in strumenti di potere per controllare detrattori e avversari. Perfino i propri cittadini possono essere tra le vittime.
Il salmo 90, 12 contiene un’espressione eloquente: «Insegnaci a contare i nostri giorni per acquisire la saggezza del cuore», la quale non si nutre di idee o di conoscenze teoriche. L’amore, che è l’essenza del contenuto, si relaziona con la coscienza, la quale va al di là della conoscenza. Kierkegaard scrive: «L’amore è un fatto di coscienza e, pertanto, non riguarda l’istinto o l’inclinazione, né il sentimento, nemmeno è affare del calcolo razionale» (Atti dell’amore). La coscienza del bene, la verità, la bellezza, ci collocano in un’altra dimensione. Si percorrono cammini diversi per lo sviluppo personale. In Lucy si esplora il cammino della droga. I suoi effetti sono immediati, però l’autodistruzione risulta essere il risultato più comune, per quanto nel film il finale rimanga aperto. Invece la vita spirituale non ricorre ad elementi esterni, ma affonda le sue radici nell’interiorità. Si incrociano due cammini: quello ascetico..

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