Senso di Colpa

Il potere del senso di colpa

di Viola Cacace

Fra le varie istanze interne che ostacolano lo sviluppo spirituale c’è il senso di colpa, spesso molto difficile da ammettere in se stessi. Allenarsi a guardare oltre le apparenze del proprio comportamento, indagando i contenuti nascosti delle motivazioni e dei bisogni, ascoltare la qualità delle voci interne e le emozioni che si provano di fronte a dati avvenimenti, ci aiuta a scoprire che il senso di colpa è presente in ognuno di noi.

Il senso di colpa è uno stato interiore alterato: è il segnale che qualcosa in noi non funziona bene perché c’è un “errore” nella nostra interiorità. I sensi di colpa non sono tutti uguali, si possono distinguere in due tipologie: la prima consiste nell’ammettere di aver fatto realmente qualcosa di scorretto, la seconda nella sensazione di aver fatto qualcosa di sbagliato, senza che lo sia veramente. Iniziamo da molto piccoli a sviluppare il senso di colpa, attraverso l’esperienza e l’educazione familiare. Può accadere anche che lo introiettiamo senza motivazioni reali, oppure che lo ereditiamo dai nostri genitori senza un’esperienza diretta. Si instaura così, come avviene per tutte le ferite interiori, una coazione a ripetere che può farci sentire in trappola. La coazione porta in sé un valore, quello della ripetizione, che possiamo usare a nostro favore nel processo di lavoro e di risoluzione ma, spesso, i nostri sensi di colpa provocano un rimuginare interno che può impedirci di essere davvero sereni. Può succedere che facciamo del male a qualcuno. Ad esempio, ricordo quella volta che schiaffeggiai mia figlia: una ferita profondissima si aprì in me e in lei, con un senso di colpa molto forte e la consapevolezza che, in quel momento, avevo perso il controllo senza poter tornare indietro… Ho sbagliato! Per un istante avevo adottato lo stesso atteggiamento che aveva avuto mia madre con me.

Questa esperienza mi induce a riflettere su come, in molte occasioni della nostra vita, mettiamo in atto comportamenti subiti molti anni prima. Oppure possiamo assumere il comportamento opposto. Ciò avviene inconsapevolmente, in entrambi i casi. Ecco perché conoscere la nostra storia può aiutarci non solo a diventare più consapevoli, ma anche a diminuire il dolore e le autopunizioni che ci somministriamo ogni volta che sbagliamo. Quando commetto qualcosa di sbagliato, e ne soffro, la mente me lo ricorda spesso, facendomi rivivere le sensazioni negative legate a quel preciso momento e creando un pensiero ossessivo che a lungo andare potrà portare scompensi in tutto l’organismo. Psiche e corpo sono strettamente collegati e quando il corpo soffre anche la psiche ne risente. Viceversa, il dolore della psiche si manifesta sul corpo: non possiamo occuparci di guarire solo una parte. Ti è mai successo di fare del male a te stesso per punirti, dopo aver commesso un errore?
Il senso di colpa è un modo per autopunirsi. Ma esso può anche essere utile per mostrarci i nostri errori e per acquisire nuove consapevolezze su noi stessi e sul nostro vissuto. Nei casi in cui non è generato da un effettivo sbaglio, ma da credenze o superstizioni ereditate, è solo una sostanza tossica.
Esiste un’istanza psichica in noi che determina il senso di colpa? Sì. Se ci osserviamo, possiamo notare che c’è in noi un “omino”, lo riconosciamo dal tono giudicante, dalla critica costante e dal suo aspetto saccente. Quell’omino è il giudice interiore, un personaggio camaleontico che sa sempre dove andare a intromettersi e che lavora in tutti gli ambiti della nostra vita. Giudica il nostro operato ma anche quello degli altri. Osservarlo è molto utile per iniziare a Lavorare.

I sensi di colpa sono tossici, perché…
– impediscono l’individualizzazione, cioè la possibilità che l’essere umano viva la sua vita in modo autentico;
– stimolano la presenza di emozioni negative e di idee superflue;
– consumano un grande quantitativo di energia;
– impediscono scelte qualitative, soprattutto quando si ha una comprensione confusa del bene e del male;
– sono uno strumento di manipolazione. Più ci si sente in colpa, maggiori sono le possibilità di essere manipolati. Nella nostra società, vi sono molte organizzazioni e persone che utilizzano questo tipo di manipolazione per ottenere i loro tornaconti;
– impediscono di sentire il vero Amore.

Possiamo distinguere cinque aspetti della nostra esistenza che possono essere disturbati dal senso di colpa:
1. Deludere le aspettative: ci sentiamo in colpa quando nutriamo aspettative verso l’altro e verso noi stessi. Ad esempio, quando ci aspettiamo che l’altro si prenda cura di noi e non lo fa. Oppure, quando facciamo una richiesta troppo grande o quando non riusciamo noi stessi a soddisfare una richiesta altrui.

2. La sensazione di essere in debito: può essere nutrita verso la nazione, verso il datore di lavoro, verso i genitori; spesso mi è capitato di sentire persone molto arrabbiate che non esternavano i loro veri sentimenti nei confronti dei genitori, dicendo: «Be’, comunque li ringrazio per avermi dato la possibilità di nascere, sarò loro debitore a vita». Se non riconosciamo i sentimenti negativi verso di loro, se non ci permettiamo di sperimentarli, non stiamo vivendo pienamente l’essere noi stessi, allora, quando neghiamo una loro richiesta, oppure ci sentiamo in obbligo di soddisfarla, possiamo sentirci profondamente scissi o provare forti sensi di colpa, aumentando la rabbia e la sofferenza in noi.

3. La relazione con il divino: l’immagine di Dio che portiamo dentro racconta molto di noi stessi. Per esempio, l’immagine di un Dio che ci rende continuamente colpevoli di provare piacere o di sentirci felici; un Dio che si comporta come un genitore nevrotico che non rende i propri figli autonomi, ma che crea una situazione costante di dipendenza e di debolezza interiore, allontanandoli dal divenire genitori di se stessi…

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