Donne e spiritualità

La competizione del femminile

Rubrica Donne e spiritualita'

Care amiche cercatrici,
vi scrivo per conoscere le vostre riflessioni su un tema che mi riguarda da vicino: la competitività femminile. Credo (anche se spererei di sbagliarmi) che negli ambienti lavorativi noi donne siamo peggiori degli uomini quando vogliamo primeggiare, sembriamo disposte davvero a tutto! Usiamo manipolazioni e scorrettezze pur di risultare idonee all’incarico che desideriamo. Forse sto generalizzando, ma mi sono ritrovata spesso coinvolta in giochi di potere al femminile e non ne sono mai uscita vincitrice, ho sempre rifiutato la competizione ritirandomi. Però mi sento frustrata, perché a 53 anni mi accorgo che le mie capacità non sono mai emerse del tutto. Un caro saluto

Cara amica, che tasto dolente tocchi! Ma non temiamo di indagare anche le oscurità del femminile. Infatti crediamo che sia molto importante interrogarci e lavorare proprio sugli aspetti che vorremmo tenere celati. È possibile che la competitività femminile, con le sue modalità indirette e sofisticate, sia una delle tante manifestazioni della civiltà patriarcale (per approfondire consigliamo la lettura di Claudio Naranjo, L’ego patriarcale). Perché questo ci accade? Forse abbiamo ancora un forte bisogno di essere le favorite del capo, che anticamente era il patriarca da cui dipendeva la sussistenza e il ruolo sociale della donna. Ancora gareggiamo ferocemente tra di noi ostentando una maschera di sorridente efficienza perché abbiamo un forte bisogno di essere pubblicamente riconosciute come le migliori. È una lotta indiretta, a differenza di quella tra uomini, che possono competere apertamente, e forse anche più “sportivamente” tra loro. Solo una donna sa quanto possiamo ferire, anche solo con una piccola frase, detta così per caso, o quale abilità manipolatoria siamo in grado di esercitare quando miriamo a qualcosa d’importante. Per sentire di poter sopravvivere abbiamo appreso l’arte di scavalcare l’altra: perché soltanto una può arrivare lì, nel posto gerarchicamente più alto. Questo è uno dei motivi per cui noi, come “Circolo di Sofia”, abbiamo preferito costituirci in cerchio.
Ma anche quando “vinciamo” ci ritroviamo spesso seconde, diventando le mogli o le segretarie favorite di un uomo in vista. Raramente occupiamo un posto prestigioso senza un uomo il cui sguardo diventi la constante conferma del nostro valore. E anche quando accade, siamo veramente libere? Spesso comunque cediamo a modelli impositivi e violenti. Il problema è che lo sguardo che ci misura lo abbiamo dentro.
Quanta reale sicurezza abbiamo? Quanta fiducia nelle nostre qualità e possibilità?
Quando il femminile gareggia è molto lontano da se stesso.
Noi però vogliamo credere, e lavoriamo per un cambiamento…

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