Messaggi dall'inconscio

La saggezza dei sogni

Rubrica di Giulia Valerio

Gent.ma Dott.ssa Valerio,
è possibile richiedere all’inconscio presagi sul futuro, soluzioni per determinati problemi, o indicazioni su come si svolgeranno certi eventi della propria vita? Insomma, accedere attraverso la dimensione onirica a livelli di coscienza sovrumani nei quali trovare la saggezza che ci sfugge nella razionalità dello stato di veglia?

Il mio grande amico Apam Dolo vive in un paese sulla falesia di Bandiagara nella terra dei Dogon del Mali. È un iniziato, vive immerso nella cultura orale, come ai tempi di Omero ed Esiodo. Gli ho chiesto una volta quali sono le prime attività del mattino. “Appena sveglio ho il mio momento tecnico, riavvolgo i files e li metto in ordine”.
Sono abituata a ricevere le loro risposte spiazzanti, ma ogni volta la sorpresa è grande. Apam non legge e non scrive; presso di loro non vi sono reti elettriche né computer né altra tecnologia. Cosa intende Apam, quali sono i suoi files del mattino? “Sono i sogni. Resto venti minuti o mezzora tranquillo a ricordarli, riannodarli, comprenderne tutte le indicazioni per il giorno e per il tempo a venire. Indicano i riti da compiere, gli strappi da riparare, a chi chiedere perdono, dove recarsi e con chi accompagnarsi”. Così le sue giornate sono serene e piene di fiducia.
Per molte altre culture la vita del giorno è condotta, protetta e determinata dai sogni. Gli aborigeni melanesiani, scrive Geza Roheim, scelgono i mestieri e le vocazioni seguendo i messaggi della notte: il loro capo politico e religioso è colui che meglio sa interpretarli. Marina Abramovic, la regina delle performances artistiche contemporanee, racconta che le donne Pitjantjatiara e Pitupi del deserto australiano passano le giornate sedute in cerchio disegnando e mettendo in scena i loro sogni, per fortificare i pilastri dell’esistenza, il benessere dei villaggi, le connessioni profonde. A volte si comprendono senza parole: i sogni parlano la lingua del Sé, che infrange ogni barriera linguistica e rende la comprensione immediata e folgorante, come nella Pentecoste.
Noi invece viviamo nella società del ‘visibile’, dove i ponti con l’inconscio non sono così naturali, coltivati e attivi. Quando un problema particolarmente grave ci preme, desideriamo metterci in contatto con una dimensione altra, capace di aprire nuove prospettive. Le voci degli amici e degli amati non bastano: ci vogliono troppo bene per augurarci rivoluzioni, catastrofi e rinascite. Per ‘invitare’ un sogno possiamo addormentarci formulando una domanda al sonno, concentrati sui punti salienti della questione che ci attanaglia. Tobie Nathan, l’etnopsicoterapeuta francese che insegna come negoziare tra mondi, suggerisce di mettere una moneta sotto il cuscino, o un altro piccolo oggetto prezioso per donare valore al tempo del sogno. Una ciotola d’acqua sul davanzale può invitare presso di noi presenze che abitano altre dimensioni fluide ed emotive, favorendone la circolazione.
Ma per noi non è facile comprendere i sogni…

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