Rubrica Casnici Copia e sessualità

L’aspettativa erotica

Rubrica di Federica Casnici

Ciascuno di noi ha provato l’esperienza di essere sessualmente attratto da qualcuno. Provare desiderio verso l’altro, ovvero la libido, smuove l’energia più primitiva di noi stessi, che Jung definiva “energia psichica”, cioè quella spinta vitale che è tipica dell’essere umano. L’attrazione risveglia la parte più profonda di noi stessi perché, mentre bramiamo l’altro, speriamo che egli stesso ci riconosca, si accorga di noi, consenta alla parte più vivace e vera di noi stessi di potersi esprimere. Ma cosa accade se questo non avviene? Il desiderio sessuale non condiviso è uno dei rifiuti con maggiore carico emotivo che si possa esperire, perché riceviamo una ferita narcisistica che ci colpisce nel profondo: ognuno di noi possiede il desiderio di essere voluto, amato, apprezzato. È una necessità, perché tramite l’adorazione dell’altro noi ci illuminiamo, la nostra autostima aumenta, diventiamo più sicuri di noi stessi. Per questo essere respinti ci reca un danno, perché il nostro bisogno di essere visti, notati, considerati in questi casi prende il sopravvento. Per alcune persone potrebbe essere un riaffiorare di vissuti infantili, poiché magari hanno fatto l’esperienza, purtroppo, di essere stati bambini non visti, né amati. Questa necessità di essere importanti e di essere il centro dei pensieri dell’altro è difficile da acquietare e ancora più da gestire, come una sete che fatica ad esaurirsi. In una tale situazione, colui che non ricambia l’attrazione sessuale è anch’egli in estrema difficoltà, perché spesso ci si può sentire abusati del desiderio erotico comunicato dall’altro: potremmo quindi parlare di un “abuso energetico” perché il sesso è energia pura che determina nell’uomo una vera e propria spinta vitale, ed è quindi accompagnata da gesti, parole, richieste e aspettative che pesano e che possono creare forte imbarazzo e disagio in chi li riceve. Imbarazzo perché si ritrova a dover condividere una situazione non voluta e sentimenti non ricambiati, e disagio perché è estremamente complesso capire come comportarsi senza ferire l’altro. Generalmente ci si paralizza, si prendono le distanze dalla persona, rischiando di farla sentire sbagliata. In realtà bisognerebbe essere lusingati e felici di ricevere le attenzioni da qualcuno, ma non sempre ciò accade. La natura, purtroppo o per fortuna, non ci ha programmati perché l’attrazione sia un’alchimia che viene sempre condivisa e ricambiata: il desiderio dell’uno spesso non corrisponde al desiderio dell’altro. Ed è per questo motivo che nascono la gelosia, il risentimento, la violenza e il dolore del rifiuto dato dalla vicinanza di entrambi, perché soffre chi è rifiutato, così come soffre il rifiutante, il quale, carico di un’aspettativa sessuale che circola, riempie spazi e tempi come fosse una presenza fantasmatica che non vorrebbe e con la quale invece è costretto a fare i conti…

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